[POST] Un prezioso portale
[POST FACEBOOK DEL 13 GENNAIO 2026]
La data sull’architrave indica 1666. A quest’anno si può far risalire l’antico portone a due ante in legno di noce della chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena a Spoccia. L’attuale edificio è stato edificato su precedente manufatto del 1445 situato su una rupe rocciosa da cui la vista spazia libera sulla valle.
Vi si accede dalla piazzetta laterale percorrendo un breve e stretto passaggio. Da un lato la parete della chiesa e dall’altro quella della casa parrocchiale. Al di sopra dell’altezza del portale d’entrata i due edifici comunicano fra loro attraverso un locale di collegamento, per cui lo stretto passaggio diventa una breve galleria.
Superata la soglia del portale si apre lo spazio interno della chiesa che, almeno quando entri la prima volta, ti può apparire più ampio di quanto ti aspettassi dall’esterno.
Il portale è un rilevante elemento funzionale e simbolico nell’architettura delle chiese. Separa lo spazio degli uomini da quelli di Dio, distingue il sacro dal profano. Della sua importanza ne è dimostrazione la pubblicazione di Carlo Borromeo nel 1577 sulle regole da seguire per la costruzione degli edifici sacri e relativi arredi che mise in grande evidenza i requisiti della principale porta d’entrata nelle chiese (Instructionum Fabricae et Supellectilis ecclesiasticae Libri II).
Per la sua collocazione in posizione protetta dagli agenti atmosferici il portone si è nel complesso ben conservato, ma in ogni caso merita dopo oltre 400 anni un’opera di restauro.
L’intervento è sostenuto dall’associazione Culture d’Insieme nel VCO in partenariato con la parrocchia e il contributo di amici di Spoccia. Le necessarie autorizzazioni degli organi di tutela sono già state ottenute e quindi i lavori, che dureranno circa un mese in un laboratorio specializzato, potranno terminare entro l’inizio dell’estate.
Il restauro sarà realizzato col sostegno di Fondazione Comunitaria VCO Ente Filantropico.
Foto di Alberto Bergamaschi