Un pomeriggio dedicato alle mele

Domenica 27 settembre 2026 la piazza di Orasso, in Valle Cannobina, ha fatto da sfondo all’evento Le mele di Orasso: dalla bellezza del paesaggio al piacere del gusto. L’iniziativa, inserita nel programma del Ministero della Cultura per le Giornate Europee del Patrimonio, è stata organizzata dall’Associazione Culture d’Insieme nel VCO ETS con FAI-Fondo per l’Ambiente Italiano Delegazione del VCO, in collaborazione con la Rete Museale Alto Verbano nell’ambito della rassegna Nutri-Menti e il sostegno di Fondazione Comunitaria VCO.

L’arrivo degli ospiti era previsto per il primo pomeriggio, ma i lavori per preparare la piazza del piccolo paese sono iniziati già il giorno precedente, grazie anche al supporto dell’Unione Sportiva Orasso. Tra l’allestimento di banchetti espositivi, il materiale informativo da distribuire e le prove generali dello spettacolo teatrale, la piazza ha preso vita fin dalla mattina sotto un limpido cielo azzurro autunnale.

Alle 14:30 Alberto Bergamaschi, presidente di Culture d’Insieme, e Samuele Giolzetti capo Delegazione del FAI - Delegazione VCO hanno dato il benvenuto a circa 50 persone tra visitatori e residenti, raccontando come l’idea di dedicare un intero pomeriggio alle mele nascesse dalla volontà di promuovere il recupero e la coltivazione di mele autoctone, su un territorio molto favorevole, come quello della Valle Cannobina.

Elena Poletti, per la Rete Musei Alto Verbano, ha poi introdotto la mostra fotografica Dal seme al frutto, di Tatiana Ferrario. I pannelli espositivi allestiti in piazza raccoglievano scatti realizzati tra i territori della Valle Cannobina e le zone limitrofe a Ghiffa. La fotografa ha raccontato con emozione il valore di questo progetto che l’ha portata a rivivere episodi della sua infanzia e a stringere un piacevole legame con gli abitanti dei paesi, fondamentale per poter cogliere il momento perfetto in cui immortalare semi, piante, fiori e frutti.

La fase più tecnica della giornata è stata affidata ad Antonello Bergamaschi, tecnico agricolo, che ha sottolineato l’importanza della preservazione del germoplasma, ad esempio attraverso innesti, specialmente ora che alcune specie soffrono a causa del cambiamento climatico. Ad accompagnare la spiegazione era presente una piccola esposizione di mele autoctone raccolte dai residenti e classificate con cura, a dimostrazione del grande patrimonio di specie presenti sul territorio della Valle, un’area che conserva nel suo piccolo la biodiversità e antiche tradizioni legate a questo frutto apparentemente semplice e ordinario.

Da una narrazione tecnica l’evento è passato a un momento artistico grazie alla rappresentazione teatrale della compagnia Confraternita dei Guitti. Ormai fedeli compagni di viaggio degli eventi di Culture d’Insieme, Cristina Barberis Negra e Roberto Galluccio hanno portato in scena l’inedito E il principe non venne - Storia di una mela e della principessa che la morsicò, reinterpretazione da loro scritta della storia di Biancaneve, ma che racconta il frutto della mela come simbolo di un nuovo inizio. Lo spettacolo è stato il momento più poetico del pomeriggio e ha emozionato i presenti grazie al messaggio trasmesso, che ognuno ha potuto interpretare liberamente in base al proprio vissuto. “Vedi principe? Nulla resta mai ciò che era. Il senso della vita non è attendere un destino deciso da altri, è scorrere, cadere, cambiare forma, mutare la ferita in ramo e il veleno nel frutto più dolce del bosco!”. Alcuni hanno colto in questa rappresentazione un modo dolce per parlare della morte e del tempo che passa, altri ci hanno visto una raffigurazione della società odierna, che vede ma non guarda, che sente ma non ascolta, che mangia ma non assapora, dimenticando per la fretta di fermarsi e apprezzare ciò che di bello circonda ognuno di noi, il fascino del viaggio anziché la sola meta.

Riportando proprio l’attenzione su ciò che spesso si dà per scontato, missione da sempre cara a Culture d’Insieme, il pomeriggio è proseguito con una degustazione guidata a cura di Ivano De Negri dell'Associazione Fondiaria TerraViva. I partecipanti hanno potuto assaggiare tre varietà differenti di mele, scoprendo i tanti diversi sapori di questo frutto che pensiamo di conoscere bene. È stato anche divertente poter compilare una scheda di valutazione personale sull’aspetto, la buccia, la polpa, l’aroma e il sapore. Le schede sono state raccolte dagli organizzatori, mentre ai presenti è stato lasciato un promemoria informativo per poter replicare la degustazione anche a casa.

Nel corso dell’evento è stato inoltre presentato un nuovo progetto editoriale a cura di Culture d’Insieme nel VCO: il libretto I fiori della Valle Cannobina: la bellezza della biodiversità, una piccola raccolta fotografica di specie floreali che è possibile incontrare camminando per i sentieri della Valle.

Prima dei saluti finali, il pubblico ha potuto gustare anche un delizioso risotto alle mele, preparato al momento dal Ristorante Belvedere di Orasso: un ultimo assaggio, in tema con la giornata. C’è chi ha lasciato Orasso al termine dell’evento e chi invece si è fermato più a lungo per scambiare ancora due chiacchere o aiutare a disallestire. Poco a poco la piazza del paese ha salutato il sole pomeridiano ed è tornata alla sua usuale quiete.

 

Testo di Elisa Generelli
Fotografia di Tatiana Ferrario

 

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